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Pecten jacobaeus
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La mwcacapasanta o mwcqconchiglia di San Giacomocite-ref-2[2] (mwdgPecten jacobaeus, mwdwLinnaeus, 1758), è un mweamollusco mweqbivalve della mwegfamiglia mwewPectinidae.
Contents
• Note
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Descrizione
La capasanta possiede la particolarità, rara nel mondo animale, di essere munita di occhi mwggcatadiottrici elementari che funzionano per riflessione. La riproduzione ermafrodita di questo mollusco avviene nei mesi di maggio e giugno dando luogo a una piccola larva planctonica.
In mwhaEuropa vivono nel mwhqMediterraneo. In mwhgNormandia, in mwhwBretagna, in mwiaScozia, in mwiqIrlanda e in mwigInghilterra vive una specie differente, chiamata mwiwmwjaPecten maximus. In mwjqItalia si trova tra i 25 e i 200 metri di profondità pressoché in tutti i mari arenosi o sabbiosi e ricchi di detriti. I giovani esemplari vivono ancorati al fondale mediante dei filamenti, mentre gli adulti si spostano liberamente sul fondale aprendo e chiudendo repentinamente le valve per consentire una rapida fuoriuscita d'acqua: questo metodo consente all'animale di spostarsi con estrema velocità, anche per lunghi tratti. Questa capacità di spostarsi velocemente ha portato i giapponesi a chiamare questo mollusco col nome di "pesce serpente". Tuttavia non tutte le specie di mwjgPectinidae hanno questa capacità di muoversi liberamente, anzi alcune specie prediligono la staticità ancorandosi su scogli od intrecci di piante marine. Il modo di spostarsi di tale animale ha dato il nome al mwjwteorema della capasanta in mwkameccanica dei fluidi.cite-ref-3[3]
La capasanta è un essere vivente mwlgermafrodita e viene particolarmente apprezzato quando le gonadi dei due sessi, una arancio corallina e una avorio, sono ben evidenti.
Le carni sono gustose, sia crude sia cotte, anche se per motivi d'igiene e di rischi di malattie infettive ne è sconsigliato il consumo crudo, come del resto di tutti i bivalve essendo animali filtratori.
Affine alla capasanta è il pettine vario (Chlamys varia) che si differenzia da essa per le sue valve entrambe convesse.
Storia e consumo alimentare
Evidenze archeologiche hanno dimostrato che i molluschi marini sono stati tra i primissimi alimenti consumati dall'umanità.
Tra questi molluschi commestibili rientrano anche le capesante. Il primo scrittore a esaltare il gusto delle capesante fu il filosofo greco mwowAristotele che raccomandava di: "cucinarle alla griglia e cospargere il frutto con dell'aceto, al fine di esaltare la loro dolcezza". Questa antica ricetta è stata rinvenuta anche tra gli scritti del filosofo mwpaSenocrate.
Sono pervenute ulteriori evidenze storiche sul loro consumo da diversi scrittori Romani.
Inoltre sembra che l'abitudine di ricoprire il frutto con del pangrattato e di cuocerlo poi al forno sia nata in Europa attorno al XVII secolocite-ref-4[4].
Oltre che nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, le capesante sono molto comuni ed apprezzate in Inghilterra, dove vengono regolarmente pescate lungo la Manica. Ricette tipiche dell'isola britannica sono le capesante fritte o cotte al forno con burro. Un'altra variante prevede la cottura in forno con vino bianco.
Anche negli Stati Uniti le capesante sono molto apprezzate e consumate: pescate unicamente lungo le coste atlantiche, sono entrate nella tradizione culinaria americana relativamente tardi; la prima ricetta rinvenibile su un libro di cucina risale addirittura al 1870.
Simbologia
Questa conchiglia è presente nello mwtqscudo araldico di mwtgpapa Benedetto XVI. Inoltre la capasanta è l'emblema:
• del mwuqpellegrinaggio di San Giacomo di Compostela, in onore di san Giacomo il Maggiore;
• della società petrolifera mwuwShell;
• della mwwqNobile Contrada del Nicchio, uno dei 17 rioni in cui è divisa la città di mwwgSiena;
• della Nobile Contrada di San Bortolo, una delle nove contrade in cui è divisa la città di mwxaMonselice.
Nomi regionali italiani
• mwyaCampania: mwyqcocciola pellerina, mwygcapasanta, mwywcozza di san Giacomo.
• mwzqFriuli-Venezia Giulia: mwzgpellegrina di san Giacomo, mwzwcapasanta.
• mwaqLiguria: mwagpellegrine.
• mwbaMarche: mwbqcappa pellegrina.
• mwbwPuglia: mwcacanestriello, mwcqcozza gignàcula.
• mwcwSardegna: mwdacozzula de pellegrinu.
• mwdgSicilia: mwdwpettini.
• mweqVeneto: mwegcapa santa, mwewsantarela, mwfapelegrin.
Attività ittica
I mesi consigliati per il consumo di questo mollusco vanno da maggio ad agosto compresi, anche se la pesca può avvenire durante tutto l'anno, particolarmente nei mesi invernali. Il sistema utilizzato per la pesca del mollusco è quello delle mwhareti a strascico quali il mwhqrapido.
La normativa relativa a questo prodotto ittico è:
• mwiqdecreto legislativo 530/92 per ciò che riguarda la vitalità e la freschezza del prodotto, dato che questo animale fuori dall'acqua non vive a lungo;
• mwiwregolamento dell'Unione europea nº 1626 del 27 giugno 94 che ne fissa le dimensioni minime di raccolta in 10mwja cm di diametro.
Anche in Italia la produzione è in parte di allevamento.
Note
cite-note-11. mwlamwlqmwlgPecten jacobaeus, su mwlwmarinespecies.org. mwmaURL consultato il 26 marzo 2026.
cite-note-22. ↑ mwnamwnqmwngDecreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su mwnwmasaf.gov.it. mwoaURL consultato il 26 marzo 2026.
cite-note-44. ↑ mwswAlan Davidson, mwtamwtqOxford Companion to Food, Oxford University Press, 1999.
Bibliografia
• mwuqEgidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004ª ed., Milano, Il Castello, 2004, ISBN 88-8039-395-2.
• mwuwEgidio Trainito, Mauro Doneddu, Conchiglie del Mediterraneo, 2005ª ed., Milano, Il Castello, 2005, ISBN 88-8039-449-5.
Altri progetti
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